Sessione 7

Oltre il petroleumscape: costruire i paesaggi della transizione dai combustibili fossili


Beyond the petroleumscape: building landscapes of transition from fossil fuels

Alberto Diantini, Daniele Codato, Giuseppe Della Fera, Laboratorio GIScience e Drones For Good, Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale, Università di Padova

Discussant: Massimo De Marchi, Salvatore Eugenio Pappalardo, Laboratorio GIScience e Drones For Good, Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale, Università di Padova


La presenza ubiquitaria del petrolio (dai combustibili, alla plastica, ai vestiti) lo rende invisibile, ma allo stesso tempo indispensabile, in un circolo vizioso che crea una cultura energetica che rafforza la necessità di aumentarne i consumi. Non basta adottare nuove soluzioni tecniche o misure che regolino la domanda di petrolio, è bensì fondamentale decostruire e rimodellare il cosiddetto petroleumscape: i luoghi della produzione e del sacrificio, del transito e dei consumi della risorsa. Questo sistema di paesaggi petroliferi è stato prodotto in 150 anni di interventi fisici e culturali da un’economia basata sul petrolio, promosso globalmente attraverso le politiche dei governi e dell’industria, la pianificazione degli spazi e le pratiche della vita quotidiana. Per superare il petroleumscape è necessario anzitutto maturare la consapevolezza del peso che il petrolio ha nelle società moderne, analizzando gli elementi costitutivi dei diversi paesaggi petroliferi.

La Convenzione Europea invita a un’analisi del paesaggio non limitata alle componenti di riferimento più immediate, ma che riconosca il complesso di relazioni culturali, politiche ed economiche che contribuisce a dare identità alle forme territoriali. Andare oltre la convenzione significa esplorare e promuovere nuove direzioni di ricerca per affrontare le urgenze della giustizia climatica. La necessità di rispondere ai cambiamenti climatici attuando una rapida decarbonizzazione delle società è una sfida globale, presente e futura, nel e con il paesaggio.

In quest’ottica, la sessione si pone l’obiettivo di indagare la dimensione dei paesaggi petroliferi che ci circondano, attraverso l’analisi degli impatti socioambientali delle attività petrolifere, la riflessione sulle dinamiche che portano alla costruzione dei petroleumscape e la discussione di nuovi immaginari energetici e tecnologici, svincolati dal petrolio, onnipresenti, intimi e quotidiani, con cui costruire paesaggi oltre i combustibili fossili.


The ubiquitous presence of oil (from fuels to plastics and clothes) makes it invisible, but at the same time indispensable, in a vicious circle that creates an energy culture that reinforces the need to increase its consumption. It is not enough to adopt new technical solutions or measures that regulate the oil demand, but it is fundamental to deconstruct and reshape the so-called petroleumscape: the places of production and sacrifice, transit and consumption of the resource. This system of oil landscapes has been produced over 150 years of physical and cultural interventions by an oil-based economy, promoted globally through government and industry policies, spatial planning and everyday life practices. In order to overcome the petroleumscape, it is first necessary to develop the awareness of the importance of oil in modern societies, by analysing the constituent elements of different oil landscapes.

The European Convention calls for an analysis of the landscape that is not limited to the most immediate reference components, but rather recognizes the complex of cultural, political and economic relations that contribute to give identity to territorial shapes. Going beyond the Convention means exploring and promoting new directions of research, in order to address the urgencies of climate justice. The need to respond to climate change by implementing a rapid decarbonisation of societies, is a global, present and future challenge, in and with the landscape.

In this perspective, the session aims to investigate the dimension of the oil landscapes that surround us, through the analysis of the socio-environmental impacts of oil activities, the reflection on the dynamics that lead to build petroleumscapes and the discussion of new energy and technological imageries, disconnected from oil, omnipresent, intimate and quotidian, with which to build landscapes beyond fossil fuels.

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